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Scorro di ritrovate rondini vicoli e vie onde di mare
di scoglio dove arricciai il sudore ne feci salato pane
vòlano di sorriso al volo libero sognato di balcone
dove fui rupe d’autunno e inverno di segrete mura

Migrato qui di caldo che non ebbi ne scorro i profumi
sapori di negato rimpianto di terra che non fu patria
seggiola di pietra all’intemperia di colonna infame
leone di vero sfigurato s’una piazza sedile di ludibrio

Conosce il marinaro ogni suo frutto e ne fa pietanza
già d’occhi ne gusta polpa come il suo sole al mare
e non c’è olio né limone che sia menzogna o inganno
vive di vero il vero tra le sue labbra rugate d’onde

E dove fu coro e incarto di quelle pagine da straccio
non vi fu voce d’un solo marinaro per questo frutto
per tutti fu solcato mare eppure e di generosa rotta
intimo faro piccolo ma di sicura sponda e spalla sempre

francesconigri©2012