Home

20120906-134821.jpg

Chiamata a nuovo che nasce più che al dove
posata qui tra levante e ponente come d’anima
mostrina di bottegaio dato per vocato in cuore
sporta sul mare come cesto di marinaro pieno

Iniziava di trame dedicate ai primi di settembre
la magica scatola del casalingo palcoscenico
poi caccia al tesoro dei biglietti leggeri omaggi
dono di cortigiani e mercanti di piani altolocati

E a sabato che annuncia il dì di festa d’anno
accaldata s’infilava quella cinquecento in coda
lotta di posto vicino al varco del cancello teso
battaglia del lontano al palco della prima fila

Una conquista l’ingresso libero strizzato e grato
sento il venticello ancora sfiora fronte di sudore
padigliato di quel mezzogiorno arato e seminato
che si fa bue ruota e motore utensile del tacco

Posavano a libertà lì le divise e i militari mezzi
guanciale del sicuro e pagato prezzo a storia
tra un giro fermo d’elicottero aerei e sogni d’ali
e un carro armato di solido futuro in sguardo

Schiumoso il fluire umano come malto biondo
bevanda che t’inorgoglisce in gola di famoso
soffice rotonda pausa di granellato zucchero
e tedesca già del mondo cantava l’acquolina

Occhi sgranati a quel moderno di tecnologia
tra mobili e tessuti lì imbastiti di fattura grande
di corsa all’internazionale ti fa colore e quadro
dove le nazioni di fiera piccola fanno galleria

Tutti nuovi i mondi e tutti assieme qui arretati
tra essenze paprikate neri di pelle e mandarini
s’apriva fiato all’universo umano stellato mare
che d’artigiano si fa marinaro amo di pescato

Del bambino questo ricordo più d’alti discorsi
piccolo quell’udito acquadernato a rigo grande
ricordo com’era immenso il cielo e vasto il mare
di questa città che di barca fa veliero al nuovo

francesconigri©2012

Annunci