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Tra le mie dita il caldo di quest’inverno
avanza nella cerniera della tua pelle
come il grecale che trama primavera
e sembra spogliare il pizzo del ricordo

Educata memoria che rifiuta l’oblìo
questo garbo della tua distesa chioma
riflette il lunarti e più m’attira al tatto
e quand’è giorno sventa di profumarmi

Incedi e non incedi e s’intepora il labbro
nell’umido delle piogge ultime il sudarti
di seta che d’ali brivida dei miei sussurri
e se ti volti di filo sei già nella mia bocca

francesconigri©08.02.2013