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Nudi i rami di rampicante d’inverno
si perdono le trecce tra i mattoni
bianchi del gelo dei tempi dispersi
vuoto il balcone dell’amore versato

Grigio il cielo del giorno annottato
d’un febbraio lungo che non passa
dell’inarcarsi rimane l’arco di pietra
memoria all’invarcato d’un portone

Nessuno fui per te e tutto fui invece
e quando la storia svestì la serenata
rimase la mia caduta del taglio netto
ora riguardo l’alto e ti rivedo piccolo

Perchè il balcone dell’amore è vena
pulsa del cuore che non si persiana
e nella notte che non si nasconde
è strada è terra è bacio non sospeso

francesconigri©13.02.2013

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