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L’incenso dell’acre snebbia il risveglio
ed il vago si scopre scritto di fruttato
profuma il lenzuolo del fiore sbocciato
nel letto del mare spumato di altare

Le colline si coprono di fremiti d’onde
tra mani di cielo ridipinto di unghie
veste i pori di calice dell’ostia piena
della mandorla che sa di primavera

E nel rigirarti l’umido si riga di pelle
la luce denuda il sentiero delle gambe
palpita ancora il cuore di vene deste
è donna l’alba e ne riracconta i versi

francesconigri©18.02.2013