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Scriverò di quel morso che ti bacia
quello che ti libera il labbro asciutto
guasta le rughe di lacrime vecchie
le colma in sudarsi a saliva schiusa

È un mare che s’onda d’alto su scoglio
infrangibile a ogni costato aperto
ne fai rete e ti buca l’orizzonte
risacca il volerti e farsi spumare

Colorerò il cielo di primavera
per quella porta del suo spalancarsi
quel librare alito smosso e salato
è più frutto d’una perla nascosta

È il mare intero che s’offre di letto
colmo del vento che invela di viaggio
rilegge il cielo segnato di mappe
lo varchi e un cuore di sè t’invagina

francesconigri©13.03.2013