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Quell’alito di polline di vento
che giunge nell’anima d’uno sboccio
e a notte danza del suo profumarmi
come un letto impregnato di lavanda

Quel sussurro di labbra di corolla
che scende nel cuore d’una rugiada
e alla luna canta della sua carne
la goccia di mare in sorso baciato

Quelle sillabe e il chiamarmi per nome
che scandisce nel turgido il fremito
e sa d’amare del vino al palato
quello che tondo ti riempie e rapisce

Ancora una volta dillo tu sola
sulla tua lingua incordami il battito
nessuna trama potrà mai narrare
più bell’amare del tuo fluirmi dentro

francesconigri©14.03.2013