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Si spande nell’indefinito l’alito
ha il sapore delle tue umide labbra
arse della sete della mia notte
gonfie dello spessore di volerti
tese di quello schiudersi al sognarti

Saliva l’attimo della mia corda
sembra suonare di campana sciolta
tiri e suona note di serenata
stringe di nodo la tua barca al molo
e ti lega il mattino all’orizzonte

Velluta la pelle di seta in baco
è più affamata delle tue distese
del deserto freddo che sabbia il sole
nelle tue dune s’impalma la mia oasi
in notte nomade d’ormato passo

E all’alba di me ti bacerò così
di primavera carezzata d’afa
abbraccia l’anima in pupille chiuse
una lingua di sogno cuce terra
e t’abita di mare e tende in vele

francesconigri©20.03.2012

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