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Fors’è primavera che avanza lenta
giunge sulle mie poche luci e fioche
come annottata di scoglio incespica
pervade fredda il mare di risacca

Nei volti scava le stelle disperse
ne munge sguardi d’ignoto e si perde
e la luna è più alta come il suo sole
tra nuvole disegna i chiaroscuri

Sarà il freddo che m’umida l’ossarmi
e affama ancor di più il mio cuore insazio
spera nel fulmine come di tuono
intenso e spesso trapassa e illumina

Fame d’amare come secca piena
la mia pelle colma a notturna rete
sussurro di labbra un baciare vuoto
solcate le sue onde dal mio vascello

Chissà quando bassa sarà la luna
quale sarà il volto di costa in molo
so solo che musica la voce in me
del suo gustoso riccio alla mia bocca

francesconigri©21.03.2013