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È pronta la mia spina per la rosa
dove fu rovo adagio il desiderio
s’erge e freme lo stelo di corolla
a carne di petalo che sussurri

Sguarda il fresco che soffia nudo ed irto
spoglia il freddo del cespuglio di fitto
s’insinua sulle lingue di stagioni
e si fa umido del volere amare

E se una goccia traveste la schiusa
e ti ritrae nello svolgerti al raggio
sei già l’ape che beve al suo nettare
e già vivi del mattino prossimo

francesconigri©27.03.2013