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Un sogno ad occhi aperti mi sia dato
che faccia stella della luna piena
nell’urbana musica d’insabbiato
frinisca il grillo al cuore del canneto

Un sogno di labbra tiepide e more
dopo accielarsi dell’inverno nudo
nel ricamo in volta d’una favola
di dune turgide al volto di mare

Un sogno di setoso sguardo d’onde
dopo il viaggio dell’alga di vogata
spumato scoglio che si muschia verde
e d’umido ti scivola e carezza

Un salto al cuore mi sia dato in tuffo
secca dove arrocciarmi di vessillo
per retare sempre la barca in fonda e
fare delle mie stive le tue stive

La marea mi dispiega nella notte
il tuo sale spesso nelle narici
e mentre t’attendo spigola in pelle
il gusto colmo già mi prende e affama

francesconigri©09.04.2013