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In notti come queste il corso scorre
la primavera è uno scalino fresco
dove il tepore chiede l’abbracciarsi
di domani lunghi ad aliti d’oggi

Ti vivrei di lungarni a pelo d’acqua
silente carezza del tempo umido
a intrecciare le coste del tuo fiume
commosso dello sguardo della storia

Il fluire in canto nei lampioni accesi
pulserebbe i passi al vissuto nuovo
e il bacio delle nostre labbra sapide
vivrebbe delle mani della foce

francesconigri©30.04.2013

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