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Conobbi il sogno del mare tra i banchi
quelli d’alba sporta alla sua finestra
e le onde delle mie braccia di latte
spumarono la battigia dell’uomo

E conobbi il mare e l’amai di remo
navigai le sue correnti di sale
sui miei pori lo sguardo d’orizzonte
è il solco dell’immenso all’infinito

Lo amai d’un cuore che si fa carena
nel mio palmo il suo sciabordio è carezza
la sua risacca m’insegnò il baciare
del sapore e del profumo del riccio

E quando ne amai la terra di brezza
ogni ruga delle zolle fu colma
il salmastro vestì il dolce dell’aria
e l’amare ammarò il suo oceano pieno

E se una tua goccia mi suda d’ora
d’ogni fiume che focia del domani
nel fremito del fresco o del tepore
il mio letto già contiene le tue sponde

francesconigri©15.05.2013

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