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Il vento mi scalpita tra le foglie
e si fresca la primavera tarda
l’ombra si retaggia di chiaroscuro
solo l’azzurro svetta il mare piano

Il vento vocia di scolari in piazza
e nel brusio non s’ode più il Carducci
ma di quel saltellìo di chiome e sguardi
il profumo d’onda rivive ancora

Le panchine mi sembrano lavagne
dove i cuori si ricreano dei sogni
i gessetti ne scorticano il legno
e un raggio non si vetra e ti riscalda

Il campanile grande osserva muto
non suona di meriggio pieno e vuoto
un vecchio posa della sera il giorno
e il mio respiro mosso vuole il sogno

francesconigri©20.05.2013

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