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Attarderei il troppo d’un’ora spessa
come tessuto lungo alla tua pelle
e labbrerei ogni tua luna d’abito
come lo smalto rosso delle tue unghie

Il mai nel nudo del cuore si sperde
l’alito della notte incontra il fiato
e i graffi vuoti delle stelle spente
si colmano costellate in palpito

L’emozione che ha scritto il carro d’occhi
è un tavolino di ciglia in battito
socchiuse e schiuse le palpebre piene
l’umido vaga e torna e si pupilla

francesconigri©24.05.2013