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Accendimi di carezze
come una pioggia di stelle
rigemmi nel mio notturno
il protenderti di chiaro
e svegliami a questo sonno
d’una promessa di prato
già prepara la rugiada
nel tepore dei suoi fili

Non si stanca quest’arbusto
mai si stanca del suo cielo
il tuo chiarore di luna
persiana il buio e mi scalda
accendimi di carezze
di luccichii di stellato
con i tuoi baci d’ovunque
dischiusi dell’aprirmi in te

E baciami costellata
come tra le braccia fonde
le radici ergano il fusto
come l’intreccio d’ulivo
s’annoda del vento e s’erge
d’oro di verde che frutta
e quel suo olio sa alla pelle
della saliva del pane

francesconigri©09.06.2013

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