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E quando la primavera s’accaldò
della gemma del suo fiore fruttato
tra il sudore del raggio e della notte
ebbi le tue acque come chioma sparsa

Chioma schiumata di fiume e di mare
dei canali intrecciati di laguna
vongola quel sapore della terra
al solco appassionato di gondola

Ti scio di rotta che s’intreccia di prua
i ponti dei tuoi seni sono calli
tra le pareti dell’olfatto umido
s’ode il suono del tuo bagnato smosso

E qual’è il segreto del cuore in vena
che pulsa l’amare alla sua passione
se non quella saliva che t’abbonda
delle labbra in succo di frutto estivo

francesconigri©15.06.2013

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