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L’alveare è il ricamo della montagna
l’ingegno nel tempo ne cuce il vento
d’un soffio paziente ispirato al dolce
e il suo frutto è l’oggi che miela sempre

Accasa il pizzo del latte al suo seno
come un bacio che ne vuole il domani
e inturgida di rosso il corbezzolo
di quel gustare che sa dell’amare

E puoi vagare di prato e di aiuole
non è il nettare il segreto del fare
ma quel fiore che ti sboccia dell’alba e
colora di sole e labbra le mani

Per questo la tua notte ha la sua fine
e forse mai inizia nè vi si fonda
la sua trama è un ramo svolto del cielo
dove i petali sbocciano d’azzurro

francesconigri©20.06.2013

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