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Sei il cielo del mio cielo che s’ammara
mi tirrena di te lo sguardo colmo
e se s’annuvola mi faccio lago
per contenerti delle tue acque in fiumi

Prendo in me ogni vagare dell’incerto
lo soffio della notte nella luna
e sei mia più di ieri che non t’ebbi
più del domani sono il tuo cratere

Sei il cielo del mio cielo che sprofonda
sussulta al cuore il possibile sorso
e s’emoziona il notturno del dopo
come il creato che dalle rocce sgorga

Il Tevere svolge le sponde all’afa
per varcare d’umido il non so quando
si fa acquolina il sapore di te in me
ed il domani di me in te è il suo corso

francesconigri©15.07.2013

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