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Se solo fossi il fiato del mio treno
quel vento sotterraneo che lo fila
dal buio al chiaro che vibra le rotaie
e scuote più al pensarmi di ritorno

Se solo fossi nel passo di linea
quel giallo del sole che a te riporta
quando il mattino scende al suo fondale
per pescare la notte e farne frutto

Se solo fossi nei fari del viaggio
quel brillare di stelle che ti mappa
del fendere lo spesso a man di luna e
disegnarne il binario al dopo in carro

Il sapore d’acre d’ogni sprofondo
sarebbe nulla al bacio d’un saluto
e nulla alla saliva del riabbraccio
e nulla ancora al gustarti d’attimo

francesconigri©22.07.2013

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