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Il cicalio dell’erba d’oggi ancora
risuona in me del mare ripetuto
d’infrangersi allo scoglio che frastaglia
e disegna un prato di muschio pronto

Il giorno del miele estivo cercato
è quell’arsura che si fa dispetto
beve di sguardo e vuole più del tutto
ma abbocca solo di saliva doppia

Il salmastro che si fa verde in roccia
fila doppio di scivolo e il contrario
può regalarti l’onda od il naufragio
ma la lingua dei sassi trova la via

E t’immagino così al mio tramonto
d’un bacio che si volta come il fiore
si chiude e schiude di giro e rigiro
ma sboccia sempre di linfa di latte

I ciottoli al fondale fanno grano
la secca è forno caldo a cielo aperto
il mio pane cresce del tuo lievito
e sulla costa ogni rumore è il mare

francesconigri©23.07.2013

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