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La mercede del cuore è un respiro ampio
è il giardino segreto e rampicato
di quegli alberi che cantano il fruscio
del librarsi di spine alla sua rosa

È quel silenzio che sa del perfetto
quando l’edera velluta d’estate
e fa fremito alle dita dell’afa
d’ogni battito d’ali al suo posarsi

Di cima viottola la chioma sparsa
quasi a racchiudere in sè tutto il cielo
e il vociare è quel saluto d’arbusti
che accasa dei cinguettii di sorrisi

Se fosse qui quell’amare che cresce
il pendio pianterebbe alba e tramonto
la semina al tempo sarebbe il vento
che alita il bacio tra righe di pori

francesconigri©25.07.2013

Roma, Villa Mercede

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