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La tenerezza dell’estate che ama
è la saliva che gusta il rivolo
quel nettare che è sudato del nudo
d’un’anima spoglia ad anima schiusa

Il suo salato nuota nello spesso
e giunge di quell’acre che più affama
la sua sete è del succo del limone
rizza i pori di stretto e non disseta

L’afa non ne copre il profumo pieno
nè la calca ne cancella le tracce
è quell’insistere all’olfatto preso
come di basilico allo strofinio

È un fresco che fragrante firma il caldo
e vuole il forno della legna ardente
esalta quell’impasto delle mani
e di poco preziosa ogni tegame

Ecco perchè ti inseguo tra gli odori
e seguo il filo della bocca insazia
sogno quel bacio delle lingue fuse
parole in battito di carne e cuore

francesconigri©29.07.2013

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