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Ti ho vista sull’uscio del mare ieri
la brezza spandeva all’afa d’alito
il profumo d’umido che si riva
quando il frastagliato abbisogna d’onda

I tuoi scogli muschiati di risacca
bevevano carezze della spuma
e il mio sguardo era il gabbiano posato
che stanziava del goderne di sponda

Quanto protesa la roccia alla sete
e quanto il cielo a quel cucirne di ali
che basterebbe sfiorarsi di chioma
perchè l’estate s’orgasmi al salmastro

L’amplesso dell’estate è di perenne
spande i rivoli d’orizzonte chiaro
ne fissa il sapore in ogni stagione
e l’attesa è solo un prima operoso

francesconigri©05.08.2013

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