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Se il tuo letto è vuoto il mio è infuocato
e a nulla ne vale il soffio del mare
che giunge in stesso sale che ti crosta
di fiume in fiume e screpolio di labbra

Le tende si stendano dell’impeto
del sole che s’irraggia al mio languore
e i casoni vuoti odono il gorgoglio
del volerti di mezzogiorno pieno

I cinguettii tacciono al salivarti
come al gusto dell’onda che s’infrange
e le lenzuola sanno del bucato fresco
che vuole il pasto del sudarsi infranti

Lo scoglio muschia solo del salmastro
che erode la sua roccia di risacca
e il frutto del fondale lì s’esalta
del fluire che lo nutre a guscio aperto

E se la tua pelle fosse qui con me
come il sapore svelato alla lingua
di quel pulsarsi a gocce di limone
la grotta splenderebbe di profumi

francesconigri©14.08.2013

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