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Stropicciato il sole d’intime spiagge
s’onda il lenzuolo del volerti d’afa
nella tua penombra del mio sudarti
s’imbeve il cotone dell’inseguirti

Passo di denti stretti ogni risvolto
lieve come al mare la marea bassa
specchia e rifrange e poi traspare il sogno
e il ciottolo granella a lingue sciolte

E a sera quando luna tasca il giorno
sei sul guanciale delle mie palpebre
amare che tessuta il Ferragosto
e t’insegna d’orma il nuotarti dentro

All’alba ancora curerò di fiore
il raggio che ti bagna e poi ti sboccia
sarò corolla che s’adagia all’ape
e la tua notte saprà del nettare

francesconigri©15.08.2013

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