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Quell’attimo che svolta le stagioni
è nell’istante che penetra e spande
i tempi chiomano d’unico vento
e il mare è nella saliva che parla

Racconta in un cielo che ti scorre
le sponde sparse e i prati arrotolati
ogni cima si granella di piana
ed i rivoli asciugano i sudori

Il grigio è il bianco al nero che lo svela
i colori si telano al sapore
e poco importa se nuvoli o tersi
siano gli orizzonti nelle palpebre

Chiusi ma schiusi gli occhi a quel pulsare
il battito cuce le tempie di vene
le labbra non hanno più gli spigoli
e tutto intorno gira d’ora pieno

E potrebbe non essere l’autunno o
primavera che l’ha scritto d’estate
o l’inverno per viverlo di nudo
tutto potrebbe e tutto qui si spiega

È quell’istante che penetra e spande
del bacio che ammanta e libra di penna
il dopo è un verso senza più punteggi
d’un’anima carezzata d’anima

francesconigri©22.08.2013

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