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E lungo d’un viale che non conosco
mentre il passo narra a mani incrociate
il silente che giunge alle parole
di luci che preparano penombra

il palcoscenico delle movenze
s’incanterà del ciglio che si scopre
il volto al tacco fremerà la pelle
e la notte saporerà d’un alito

Lo sguardo basso non avrà portoni
nè cimase per grondare i socchiusi
pupilleranno i respiri alle stelle e in
quell’attimo parlerò la tua lingua

E lungo quel viale che non conosco
il giorno nuovo canterà altre notti
le ore saranno il letto del proscenio e
nuotarsi sgomenterà lo spartito

francesconigri©23.08.2013

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