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È il fondo granuloso della posa
che tinge la tazza e resta alla lingua
la saliva la tenta al deglutirla
ma il retrogusto amaro a sè ne gioca

È un saltellìo umido di corda al piede
fissato dell’immobile allo sguardo
d’una treccia che canapa alle gambe
e batte di pioggia la gola occlusa

Il sapore urla silente il rivolo
delle sue ultime gocce sulle labbra
il latte non ne confonde memoria
ed ogni acqua dopo ne chiara il noto

Le mani cosciano il suo desiderio
di quella stretta che laccia l’intimo
e in ogni specchio è un riflesso dell’ora
che vuole il prima dell’attimo del poi

francesconigri©26.08.2013