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M’innamorai d’un oleandro in fiore
e ne fu pieno tutto il mio giardino
tutto soggiacque ai suoi profumi densi
ed ogni zolla fu la sua radice

Baciavo i suoi colori e ne morivo
la linfa sparsa sui miei polpastrelli
e ad ogni stropiccio delle palpebre
le mani agonizzavano stupori

Ai suoi boccioli bevevo il suo latte
goccia su goccia a screpolate labbra
e la sete del sempreverde folto
confuse la cicuta alla tisana

Il pulsare conobbe il capezzale
piansi d’ultimo battito il roseto
ed i corbezzoli del frutto rosso
e le lacrime scrissero la pioggia

Evocai il mare e mi soccorse d’onda
e la sua spuma lavò il nubifragio
il vento seminò stagioni e tempi
e il languore ne sorrise d’un orto

Ora tutto è d’un germoglìo d’inverno
che non teme l’afa nè il nudo freddo
i vitigni carezzano gli ulivi
e gli aratri la brina al poi rugiada

Le zagare vestiranno il domani
le mele frutteranno d’instregato
i limoni raggeranno nel viale
e la bocca ne gusterà ogni succo

Per questo amore mio berrò il tuo sguardo
e berrò il veleno delle tue coppe
vedrai la tenerezza del coraggio
che più t’ama di bell’amare ch’osa

francesconigri©01.09.2013

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