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Imprunire d’appassionato passo
si distacca di primo vento l’arso
tra l’indorato che si volge a terra
e un cuore che si porpora di nudo

Ultimo frutto d’un’estate calda
scorrerà del suo succo nell’inverno
approssimato al cielo del suo nulla
di primavera tornerà a fiorire

Nel palmo di questi passi ne canta
di becco fine e pronto al suo domani
quel poco che di qui s’avviva d’ali
oltre la ruggine del ciglio folto

Ma poi cos’è il domani e cos’è l’oggi
piccolo palpito che si fa grande
si cura in poca penna e lì cinguetta
dove l’amare basta a quel volare

francesconigri©06.09.2013

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