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E poichè vorrei i tuoi altipiani ammarati
tra i nostri passi a cucirne le ombre alla luna
sognerò a notte la battigia che ti cima
e i profumi culleranno le mie palpebre

Il cicalìo del giardino finto in androne
sarà la musica delle onde dei tuoi seni
e berrò il silenzio tra le mie labbra mute
disegnando al buio lo sgomento d’averti

Il sogno di te è un tramonto che mi giorna
intinge l’oscuro dell’ocra che non gusto
è la tua pelle che m’affama di sapore
è quello del latte fruttato di salmastro

Cos’è più il sogno dimmi e cosa il mezzogiorno
l’affaccio dell’autunno me ne spoglia il sole
ti cerco nella strada assolata di sguardo
poi piove e sei nell’umido che vuole il letto

Una porta schiusa o più porte la mia fame
il fresco vi fluisce la sete dei tuoi baci
e più ne lenzuolo i pensieri al tuo tepore
più ti vorrei di mare dei tuoi altipiani

francesconigri©16.09.2013

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