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Cadono d’autunno le vecchie foglie
e ti denuderei così ai miei rami
come la notte ch’è vinta di spoglio
di marina in luna che s’intepora

Alle tue acque la mia bocca è calda
di quello che l’estate lascia al cuore
quel sognare che mai migra d’amare
e stanzia di gabbiano alle tue rive

E se mi sapori di tue intime onde
le pareti stese in labbra di mare
il solco lieve di dita spumate
è quel succo che risuda al grecale

francesconigri©02.10.2013

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