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Come vorrei che ogni spazio
si raccogliesse come delle tue chiome
acconciati i tempi
che scivolano il collo dell’amarsi

Se mi invitassi a bere ora
della bottiglia delle stagioni
potrei dire che le tue acque
sarebbero il mare
per cui navigherei ancora
e a quello scivolo
di sabbia e scoglio
la mia barca ti arerebbe

Ti arerei come il guscio salato
che del fondale regala le sue perle
e ti adornerei così
d’un filo di cucito
che lega gli splendori
delle schiuse ai respiri

D’un dito di tenerezza
fluirei alle correnti
la posidonia che nascondi
nel tuo sguardo immerso

Cosa potrei più sperare
se non il nuotarti di frutto
che sa della tua pelle

Placherei il freddo
delle onde d’autunno
e la spuma scriverebbe all’inverno
quel che il nudo vale
al tepore dell’immergersi

francesconigri©06.10.2013

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