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E mentre tutto scrive lo sfogliare
e i gabbiani cantano il molo vuoto
come una rotta invertita nel tempo
si riaccende il tepore del sudare

È quasi come spuma d’onda piena
fittisce il sale d’umido al respiro
e il sospiro più non galleggia al cielo
ma saliva l’alito e vuole berne

Forse è invece la corsa in avanti
delle cale che stagionano il freddo
e quasi ne saccano il frutto al mare
per quella barca che ha vinto il legno

È un nuotare che sa di navigare
e un navigare che sa del già esserci
è quasi l’isola che insegui in sogno
si fa oceano al tutto e di poco vive

E qui ritrovo al dirmi questo punto
questo granello di costa scaldata
in autunno che ricarezza mite
il senso del volermi perdere in te

francesconigri©13.10.2013

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