Home

20131015-221503.jpg

Il silenzio è un muro d’appoggiato
vuole il canto ma lo cerca di mano
e nello sguardo basso d’un autunno
s’erge ma non regge al mattone il cielo

Ovatta le radici alla sua terra
di foglie che della nenia cadono
‘sì illude o pensa del vento il vociare
ma tutto ne spoglia il suo dorso al legno

Lo stucco ai raggi muta e si confonde
il caldo sfuma ai colori del mezzo
l’oro e il rame giocano alle ricchezze
ma la castagna posa la sua zolla

Matura gli spazi al vuoto affamato
riccia il secco d’un concime d’umido
e l’eleganza ne trascrive il cuore
in rami nudi che piangono il nido

È quella stagione che cambia in piedi
la magia dei seni a quella del latte
o il viceversa che si fa di fiaba
quando l’amare rispunta di nebbia

Per questo t’amo del silenzio fitto
ed amo quel tuo silenzio complice
si murano le mani a intimo tatto
e l’autunno accasa ampio quello spoglio

francesconigri©15.10.2013

Annunci