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Il senza te è il caldo nell’autunno
i colori ramano gocce estive
quasi un succo che cede di tramonto
ed il freddo ne raggela i rivoli

I profumi al mattino ed alla sera
stridono con quelli del giorno pieno
lo sperarti il cercarti e il non trovarti
è sabbia che resta tra i sampietrini

Il sapore alla saliva è spesso
ma il suo spandersi non ne coglie il gusto
come le foglie che giacciono ai viali
o il marrone delle castagne in terra

E se sventa un alito del domani
sgombra un pò le nuvole e le riporta
solo i gabbiani stanziano il mio mare
lontano di vele piegate al forse

E tutta la bellezza del Tevere
col suo fluire tra i tempi ed i linguaggi
di cupole e balconi a mondo e cielo
non raccoglie le radici dei pori

Suda e non suda il bicchiere di vino
al tavolo deglutito di sedia
manca la tua mano che mi s’incarna e
le gambe da incrociare di stessuto

francesconigri©16.10.2013

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