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I ponti cuciono le rive ferme
e i lunghi tramano le vie ed i viali
il fluire si gonfia della sua spuma
e si fa paziente filo che ansima

Il suo è carezzare i sassi e l’erba
e il gorgoglio ne canta del respiro
viaggia i sospiri e li fa profumare
e l’asciutto va fertile all’umido

Ponti si specchiano nel cielo sparso
tutto s’avvicina e tutto cerniera
delle gocce s’imbeve e si disseta
la terra vi si disconosce e vede

Così il Tevere e l’Arno si specchiano
di corsi giunti di sguardi intessuti
e un po’ si baciano e si ritrovano
eterni amanti nell’eterno affluire

francesconigri©17.10.2013

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