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Ho rivisto il mare oggi
ed era quello d’autunno
nebbioso d’umido
scuro del profondo
spesso d’incognito

Nuvolava in fondo il cupo
ma alla sua cresta
scintillavano i passi
e i solchi solitari
insoliti
malinconici
di un filare di vele
ripiegate a motore
lento
trattenuto
di sguardi miranti
riaprivano d’onde
il caldo tardo
d’un’estate persistente

Ho visto il mare
ma non l’ho cullato
non ho toccato la
sua spuma che resta
del salato ai rivoli
a regalare ai pori
il gusto lineare
della terra
bagnata di cielo

Il suo mareggiare gonfio
era una schiena curva
di ieri e di forse
e il suo profumo
era il letto di fondale
dove la chioma spettinata
ritrova i suoi frutti
e il sapore
dell’eterno tornare
e dell’eterno andare

Ho visto il mare oggi
e il languore dell’amare mi
ha viaggiato i brividi
dei fiumi innavigati
dei laghi inspecchiati
delle coste e delle rive
che non salpano i baci e
le carezze di battigia

Il mio mare
ha i colori della pelle
e il pulsare delle vene

E a quest’ora
d’insistente sera
sciaborderei la tua barca
per dire al tuo legno
bagnandolo di lucerna
che pescarti
vale ogni andarsi
nel ritorno d’orizzonte

francesconigri©27.10.2013

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