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Quanto faticoso il cammino al tuo petto
è come un novembre che spoglia di caldo
pulsa l’estate d’ancòra e suda i rami
ma la resina è delle sue radici

Se le zolle fossero nuvole piene
ne spremerei il succo alle tue coppe in pioggia
per dirti l’umido che scivola in labbra
quel sapore del darti profondo al fondo

E se poi fossero un fondale di mare
ne berrei il buio per spianarlo di secca
per pescarti di reimmergerti in sospiro
di quella chiusa che gode del suo tuffo

È un salto fermo questo novembre caldo
vagabonde erra le foglie senz’abbraccio
del bacio nudo che disconosce il freddo
e più vi viaggio eppure più a te m’involo

francesconigri©01.11.2013