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Verrà la morte d’uno sguardo
e sarà nuda d’ogni tempo
e nei suoi abiti dismessi
si ricuciranno di quei raggi
le persiane al giorno sfatto
e quelle di notte fatta

e sapremo
che il suo viaggiare
già iniziò di mentite spoglie

È bugia che gioca al vero
rompicapo che si di verte

sblocca inatteso il cubo
per un riso da bambino
e dita
aggrovigliate al giro

Un raggiro un pò sgualcito
come un sogno che si nebbia
o penombra insonne al cuore
come sabbia d’un castello
ormata
di dispetto silente in passo
ma non più d’un bosco
avviluppata
di tralciarsi a vite
ma non più del mosto
a quel suo vino fresco

E quello sguardo sarà un sorso
come nettare che svelena
fruscìo del vento che ti ha amato
più d’ogni fiume e più d’ogni lago
più d’ogni mare e più d’ogni cielo

E l’umido
l’umido di quel sapore
si vedrà meglio al non più vedere

svanito ogni profumo
d’inchino a luce piena

e tutto
tutto canterà quel muto spesso
della vita che svela specchio

E nell’attimo del sorso
sapremo cara la speranza
che il nulla è il tutto e il viceversa
e il nudo forse quella chiave
della toppa stretta
e piccola

 
francesconigri©02.11.2013

* In omaggio a Pavese
ma con diversa visione..

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