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Ho amato quell’arsura del volerti
che smuove la siccità al rivolerti
ho amato le pozze del non averti
che solca il mare dei tuoi orizzonti

Ho viaggiato le fiandre dell’anima
le anime degli angoli impolverati
il legno e la danza della ramazza
e le chiome cresciute ed i suoi tagli

Ho amato l’inganno dei tempi fluenti
che passeggiano il fiume dell’eterno
immobili al tempo di barca fissa
stallattiti alla grotta di scavarmi

Ombrelli di sole e ombrelli di pioggia
tra passi di verde e manti di foglie
caduche ai raggi e cadute di spoglio
alle mani si manica il coraggio

Ed è perchè t’amo ed è perchè m’amo
che il piede funambola il cielo in strada
la piazza suona la corda dei sogni
e l’autunno sa di pagina bianca

francesconigri©03.11.2013

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