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Basterebbe un’onda di quello sguardo
per contenere intera la mia terra
d’ogni stagione e d’ogni vento sparso
d’ogni buio levato in sboccio al raggio

È il morso di saliva all’anima
è quel guado che smanica la pelle
traverso a sete di giornate vuote
d’un profumo di cristalli di sale

Riluce e rifrange e tutto colora
in mille raggi d’un fascio di chiome
e l’ansimare di risacca d’ore
trova il suo senno al penetrarsi del poi

È la carezza che lecca le rughe
d’unica lingua parlata di mare
è la riva che salpa del suo approdo
e scivola i tempi slacciati del mai

francesconigri©12.11.2013

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