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Se potessi vedere oltre
i listelli degli spazi allignati
raggiati dei chiaroscuri
dei giorni mescolati di notti

Se facessi giungere
il tuo passo al felpato
del balcone al cielo
delle mie pareti svetrate

Vedresti una danza
che canta di sguardo
ondula le corde tese
e leva il profumo delle tende

L’amido ha una voce tremula
è il tuo nome in un fremito sventato
una sorta di nacchera al vuoto
che brivida il tacco di pieno

È un sogno impassibile che insiste
ed eleva all’arco dell’aleggiare
il sapore della tua bocca d’inverno
scaldata d’un bacio di persiana aperta

francesconigri©12.11.2013

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