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Sembri altera ma la tua tenerezza
si spande di pelle chiara di luna
quando vesti la notte del tuo fiore
che vi raccoglie le chiome del giorno

Sbocci quando tutto è colto e sperso
e il tuo prato che rotola i pensieri
li assonna e un pò così consoli e culli
il passo che al dì fa orfano lo sguardo

Degli stessi occhi mi attendi paziente
ed al legno scomodo dell’autunno
insegni la seduta dell’attesa
quella composta che danza il suo buio

Sei bella e mi struggi e ancor più m’affami
le tue labbra baciano di riflessi
e alla mia bocca che canta il profumo
solletichi il sapore della lingua

E forse è più la sete del cuore
quella insazia della pioggia di strada
che vede le tue pupille e rivola
d’ogni languore che manca al mio cielo

francesconigri©15.11.2013

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2 thoughts on “Alla solitudine

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