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Sono tra le foglie cadute
di questo meriggio d’autunno
tra i rami vestiti di nudo
e gli ultimi distacchi al vento

La pioggia ha lavato i viali
al saluto del nuovo freddo e i
migranti hanno scritto il cielo
allo stanziare di radici

Viaggio tra il rotolare il soffio
e l’esplorare tra le zolle
quasi d’un fiato deglutito
d’un sospiro d’irrinunciato

Passo i passi di quel ramato
che danza mano che si stenda
come d’un petto sbottonato
che vuole il bacio dell’alito

Altri rivoli scorreranno
le notti tenderanno i giorni
di coperte corte e ruvide
e si navigherà l’umido

Forse sarò qui ancora o non più
forse il tempo si respirerà
e si sfamerà del suo gelo
ma il gabbiano avrà scritto il cielo al
volarsi volarti aspettarti

francesconigri©17.11.2013

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