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Tu cantami il canto che si respira
e la notte quando giungerà buia
mi troverai a cullare i tuoi risvegli
dell’alito del cuore che s’allatta

I tuoi seni viaggeranno le note
della pioggia estranea alle pareti
d’una malinconia che non tintinna
ma pizzica d’umido l’abbracciarsi

Il ruvido nasce a sudata seta
accorda le labbra alla stessa lingua
quella che parla il palpito del petto
e brivida dello sfuggire al sonno

È un sogno che sgomenta d’incarnarsi
tutto è calore in sangue pulsato
il giorno abbandona i suoi tanti nomi e il
respiro vive per la sua coperta

francesconigri©23.11.2013

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