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Piccola la piazza per il circo della vita
stretto il freddo d’autunno a inverno
l’umido non sale ma discende d’ossa
come i banchetti scarni delle croste

Rughe solcate e senza mollica
anche i sorrisi tremano l’età
solo i bimbi ridono al gioco del clown
ed i nonni e le madri ne gustano i profumi

Il mercatino volterà ad un banchetto
semplice come la pioggia piovuta
suona la musica della banda
annuncia e canta i rivoli più del riso

I bimbi ridono e le mani non raccolgono
i banchetti si vendono a sè come la piazza
i passi delle monete sono in quell’iper
dove il vicino più s’allontana

Mani precarie hanno intessuto le tavole
di calze operaie bucate in segreto
conoscono il sudore del piccolo ingegno
e sperano il principe d’odore di stagno

La lacrima della borsa del cuore
chiazza ma si pozza
pare nascondersi ma è fiera grotta
si piace d’ingenua pietra e spera il cielo

E se qualcuno dice che conosce solo la strada
il suo sguardo racconta ogni secchio alla fune
ma sa che l’acqua disseta carne e vene
ed alza la testa d’un mercatino nobile

Potrai non comprarne i frutti
ma mai potrai comprarne le mani e gli occhi
la sua bocca dà i baci più belli
quelli della notte che vive per il giorno

francesconigri©24.11.2013

* Roma, ai margini di un mercatino rionale “terra terra”