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Sento il tuo fondale caldo
nello sciabordìo del freddo spumato
il gelo si ferma al suo respiro salato
tra le onde che scrivono del cielo

Lo sento spettinato e umido
d’una posidonia che s’arcobalena
il suo fluttuare è un bacio d’acqua
che saliva lo spesso alle correnti

Lo sento fruttato d’ogni scoglio
liquido d’ogni sabbia che si pesca
squamato dell’anima che ha vissuto il buio
e vive i colori del nuotarli di branchie

Ma se la pelle ti giunge di mani spoglie
per carezzare le tue meraviglie
sei il corallo che infuoca lo sguardo
e l’inverno è una superficie lontana

Tutto dondola al tuo fondale
tutto profuma del tuo profondo
tutto sapora del tuo immenso
tutto alita del tuo cristallino

Lì dove una barca può solo specchiarsi
e il pescatore ammirare l’impossibile
lì m’ammarerò dei tuoi effluvi e dei tuoi aromi
e i tuoi segreti arreteranno la rete dei miei fremiti

francesconigri©30.11.2013