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Non dimenticare i viali del mare
i suoi letti di posidonia fresca
carezzata dal fluire caldo e denso
del sale fruttato d’ogni sua goccia

Non dimenticare le sue onde piene
e più e soprattutto quel suo spumarsi
del cucire aria di vento al fondale
come di ribollire delle vene

Nulla è adagio e mai si adagia cheto
nell’abbraccio dei palpiti d’oceani
e ciò che sembra calmo alla tua terra
è un cielo che naviga a solchi aperti

È tempesta del placido che avvita
come gli scogli erosi del frangersi
è follia della profonda bonaccia
vuole braccia di radici d’isola

E non dimenticare mai amore mio
che in una goccia ti versai l’immenso
e tutte le acque non narrerebbero
ogni sapore che vi ho racchiuso

Le rive e i moli e i naufragi e gli approdi
ed ogni partenza o ritorno o secca
non potrebbero mai dirti il profumo
d’ogni umido che colsi alle nuvole

Lo colsi per te e per le tue rughe
per i canali di quel tuo viaggiarti
per farne fiumi di contrario a fonte
dove berci di latte dalla neve

No non c’è adagio in quelle vette e cime
lì c’è ogni fune di penne d’aquila
c’è il vasto che bacia il laccio librato
e il gusto non silenzia il sangue al sangue

francesconigri©26.12.2013

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